giovedì 18 novembre 2010

Chiusura DTEF e varie

Ricevo e pubblico dalle OO.SS.

Nel pomeriggio di ieri 17 novembre, si è svolto l’incontro con l’Amministrazione, nel quale è stata
effettuata la consultazione delle OO.SS., in merito ai Decreti Ministeriali attuativi delle leggi 73/
10 e 78/10 per le materie riguardanti rispettivamente la chiusura delle Direzioni Territoriali e
quella delle Commissioni Mediche di Verifica del MEF.
Dall’analisi delle bozze di decreto che l’Amministrazione ci ha fatto pervenire il 15 u.s., abbiamo
sostanzialmente evidenziato :

1) FORMAZIONE
sussiste l’assoluta necessità che si provveda ad attuare percorsi formativi, sia per il personale delle “ex Direzioni Territoriali” che per quello delle Ragionerie Territoriali, per poter far fronte ai servizi che, come evidenziato nella bozza, dal 1° di febbraio transiteranno nelle Ragionerie, anche tenendo conto della forte diversità numerica del personale che passerà in questi ultimi uffici.
A questo riguardo l’Amministrazione ha condiviso l’esigenza rappresentata ed ha dichiarato l’intenzione di voler procedere all’attuazione di un doppio modulo formativo, a partire da gennaio 2011;

2) MOBILITA’ PERSONALE
nella bozza di D.M. in questione, manca qualsiasi disposizione riguardante il personale che ha fatto domanda di mobilità verso AAMS. Se infatti è chiaro che dal 1° di febbraio 2011 “cessano le
attività delle DTEF ……” e “viene assegnato alle RTS il contingente di personale già in servizio
presso le soppresse DTEF” nulla si dice per quanti dalla stessa data, immaginiamo, si dovrebbero
muovere verso i Monopoli. Per questo abbiamo chiesto un differimento dei tempi di chiusura in
relazione alla produzione da parte dei Monopoli di un piano attuativo sui tempi, le modalità ma
soprattutto le sedi in apertura per accogliere operativamente il nostro personale, a seguito di una
opportuna formazione.
L’Amministrazione nel prendere atto della complessità della ristrutturazione e delle nostre richieste si è comunque riservata un approfondimento in sede politica, oltre che naturalmente con i Monopoli.
Ci ha infine informato di aver già attivato il confronto con AAMS relativamente alle problematiche logistiche;

3) ORGANIZZAZIONE
abbiamo richiesto l’apertura di un confronto con la Ragioneria Generale, per poter condividere la
costruzione del nuovo modello organizzativo , sia per gli uffici centrali che per quelli periferici, rispetto al trasferimento delle funzioni, delle competenze e delle attività, vista la gran mole di lavoro che resta al MEF a fronte di una ridotta numerosità del personale. Infine abbiamo richiesto le motivazioni della mancata citazione nel D.M. delle funzioni collegate all’antiriciclaggio e antiusura.
L’Amministrazione riguardo all’apertura di un confronto, ha condiviso la richiesta, anche perché le Ragionerie saranno l’unico presidio del MEF sul territorio. Per quanto riguarda antiriciclaggio e
antiusura ha precisato essere queste funzioni proprie del Primo Dipartimento con il quale sarà valutata la loro successiva allocazione;

4) DIRIGENTI
abbiamo sollecitato l’attenzione dell’Amministrazione nei confronti di quei dirigenti che non hanno ancora trovato una sistemazione definitiva all’interno del MEF.
L’Amministrazione ci ha assicurato il suo impegno a reperire una giusta soluzione per tutti i suoi
dirigenti;

5) COMMISSIONI MEDICHE DI VERIFICA
sulla bozza di D.M. abbiamo rilevato una diversità nei tempi di attuazione del trasferimento delle
commissioni a livello regionale, rispetto ai tempi indicati per la chiusura delle DTEF. Abbiamo anche rammentato la necessità di favorire, con tale D.M. il miglior servizio possibile all’utenza interessata. Abbiamo rilevato inoltre come nel testo del D.M. mancasse il trasferimento delle funzioni delle Commissioni Mediche alle Ragionerie Territoriali Capoluogo di Regione. A tale proposito, mentre una parte dell’Amministrazione prendeva atto della reale mancanza, dichiarando la disponibilità a effettuare le opportune modifiche, solo la parte operativa ha assunto un irrazionale ed ingiustificato atteggiamento, scarsamente collaborativo e sicuramente non risolutivo della problematica evidenziata

EX ETI
Abbiamo sollecitato con fermezza all’Amministrazione la richiesta delle nostre tre Federazioni Nazionali, per dare risposte alle osservazioni già avanzate nell’incontro del 4 novembre u.s. che, rammentiamo sinteticamente, si incentravano su:
1) un’interpretazione normativa ed amministrativa che dia la possibilità ai colleghi di non essere penalizzati, economicamente e giuridicamente, rispetto alle condizioni attuali;
2) di verificare la possibilità di mantenere l’iscrizione al fondo di previdenza;
3) l’apertura di un tavolo congiunto concertativo con MEF, AAMS ed OO.SS.

Ci è stato risposto che tali casistiche sono allo studio ed a breve verranno fornite le debite risposte.
Abbiamo richiesto che queste ultime vengano formalizzate al fine di dare risposte certe al personale interessato ed alle Segreterie delle Federazioni richiedenti.


FUA 2009
E’ stato confermato il pagamento del fua 2009 entro il corrente mese.

COMMA 165
l’Amministrazione ci ha informato della relativa certificazione da parte degli organi di controllo dell’accordo sottoscritto il 4 novembre e della ulteriore e finale decretazione che dovrebbe portare al pagamento delle somme collegate entro quest’anno.

PROGRESSIONI
l’accordo relativo alle ulteriori progressioni, anch’esso sottoscritto il 4 novembre, è ancora al vaglio degli organi certificatori.

BANDO per le progressioni economiche.
è in via di perfezionamento definitivo e siamo in attesa di prenderne visione prima dell’emanazione.

Roma, 18 novembre 2010

mercoledì 17 novembre 2010

C'è cattiva gestione anche per sciatteria

articolo di Arturo Bianco pubblicato su www.ilsole24ore.it

Utilizzare in modo improprio le risorse dell'economato, anche se ciò avviene nell'interesse dell'ente e su indicazione degli amministratori, e non individuare chiaramente le varie tipologie di entrate fa scattare la responsabilità amministrativa in capo ai dirigenti (nonché ai revisori dei conti, se non sono stati effettuati i necessari controlli). Possono essere così riassunte le indicazioni dettate dalla sentenza 163 della sezione giurisdizionale della Corte dei conti delle Marche, depositata lo scorso 6 ottobre.
Siamo nell'ambito di due distinte forme di responsabilità: per i dirigenti si deve parlare di "mala gestio", cioè di errori ed omissioni nella gestione che devono comunque essere censurati; per i revisori c'è omissione del dovere di controllo.
La violazione dei «più elementari obblighi di servizio propri di un contabile, al fine di una sana e regolare gestione anche solo documentale» determina il maturare di responsabilità amministrativa.
Essa nasce per il semplice fatto di «avere tenuto una contabilità estremamente confusa e inattendibile, tale comunque da non consentire, nel corso degli anni, forme di tracciabilità e riscontrabilità dei flussi di entrata e di uscita tra loro collegati, che potesse dar conto della reale esistenza degli stessi (per effetto, ad esempio, dell'omessa protocollazione e registrazione delle operazioni, tali da rendere molte poste non intellegibili)». Come si vede, per i giudici contabili merita di essere censurata anche la "sciatteria" nella gestione.
Non costituisce circostanza esimente il fatto che il dipendente non si sia appropriato delle risorse, ma le abbia utilizzate per dare risposta alle richieste provenienti dagli amministratori.
Inoltre, «per ragioni contingenti e necessitate, se le disponibilità da riscossione dei diritti siano state utilizzate per pagare spese economali di carattere urgente, occorreva però conferire a siffatto spostamento carattere del tutto provvisorio, provvedendo subito dopo a reintegrare, con nuove anticipazioni economali, la consistenza di quei diritti che andavano riversati».
Viene poi chiarito che «è ormai ravvisabile una configurazione unitaria delle due forme di illecito connesse alla responsabilità amministrativa ed a quella contabile, tendenti a convergere nella comune categoria della cosiddetta responsabilità finanziaria, in quanto ambedue volte alla verifica ed al ristoro di un danno erariale perseguibile ad iniziativa e cura del Procuratore regionale con i connessi oneri probatori a questo incombenti».
In capo ai revisori dei conti la responsabilità matura «in ragione del comportamento gravemente colposo concretatosi nell'omissione ovvero nel ritardo dell'attività di vigilanza". Essi hanno un dovere supplementare di vigilanza nei casi in cui le altre forme di controllo sono attenuate o ridotte (nel caso specifico il responsabile del settore finanziario era anche responsabile dell'economato).

martedì 16 novembre 2010

I nuovi funzionari "riqualificati"

Ieri hanno firmato il loro nuovo contratto da funzionari i nostri 407 colleghi vincitori delle procedure di riqualificazione.

In bocca al lupo da tutti noi

venerdì 12 novembre 2010

Calcola il tuo punteggio per il passaggio nelle aree

La USB RdB MEF mette a disposizione dei lavoratori lo strumento per calcolare il proprio punteggio in relazione agli sviluppi economici all'interno delle aree.


Dopo aver individuato l'area di appartenenza, sarà necessario inserire i dati richiesti in ogni singolo campo (il numero degli anni di anzianità così come richiesti per quanto riguarda l' esperienza professionale - il punteggio corrispondente al titolo di studio posseduto per quanto riguarda i titoli di studio, culturali e professionali) della colonna evidenziata in giallo e il punteggio verrà calcolato in automatico.

PS: a mio avviso poco utile ma per dovere di informazione lo riporto.


venerdì 5 novembre 2010

Accordo del 4 novembre relativo alle Progressioni economiche

Nella giornata di ieri 4 novembre è stato raggiunto l'accordo, si spera definitivo, per le progressioni economiche all'interno delle aree.
L'articolo 1 prevede la seguente ripartizione:

III F6 =155
III F5 =330
III F4 = 665
III F3 = 335
III F2 = 190
II F5 = 725
II F4 = 640
II F2 = 135
I F3 = 220
I F2 = 15


Per chi volesse copia dell'accordo me lo può chiedere a notiziedalmef@gmail.com

giovedì 4 novembre 2010

Come cambia la legge 104

articolo pubblicato su www.ilsole24ore.com

Giro di vite sui permessi mensili previsti dalla legge 104 sull'assistenza alle persone disabili: il "beneficio", tre giorni di permesso mensile (o in alcuni casi, due ore di permesso giornaliero) viene limitato «in relazione al grado di parentela» e la fruizione dovrà avvenire «in forma alternata». Vale a dire, un solo lavoratore dipendente per volta, per assistere la stessa persona in situazione di handicap grave. Le novità, che entreranno in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sono contenute nel collegato Lavoro, approvato definitivamente dalla Camera lo scorso 19 ottobre, che, dopo varie circolari interpretative degli enti previdenziali e della Funzione pubblica, riscrive le condizioni per poter accedere all'articolo 33 della legga 104, sull'assistenza ai parenti con problemi di handicap.

Una norma, che nel 2009, nel pubblico impiego, secondo gli ultimi dati targati Brunetta, è stata utilizzata da oltre 150mila persone, di cui il 10% nella scuola e nei comuni e il 9% nelle aziende ed enti del Ssn. Nella maggior parte dei casi per assistere i genitori (50%), mentre per i figli (di minore o maggiore età) o coniugi la percentuale si aggira intorno al 10 per cento.

La prima novità "corretta" dal collegato Lavoro riguarda le condizioni che danno diritto al beneficio lavorativo. Intanto, viene chiarito che il parente (o l'affine) da assistere deve essere "ordinariamente" entro il secondo grado. Vale a dire, per semplificare il discorso, figli, genitori, fratelli e sorelle, nonni e nipoti diretti, nel caso di parenti, oppure: suoceri, genero, nuora e cognati (o cognate), nel caso di rapporti di affinità.
Il terzo grado è ammesso «soltanto» qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap grave abbiano compiuto i 65 anni di età ovvero siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti. Per terzo grado - vale la pena ricordare - s'intendono i nipoti (figli di fratelli o sorelle), gli zii o le zie (paterni e materni) i bisnipoti, i bisnonni, e gli zii (o le zie) del coniuge.
Si prevede poi che un solo lavoratore possa assistere la stessa persona disabile e viene meno il riferimento alla «convivenza» della persona da assistere. Un ultimo ritocco sui requisiti ex lege 104 viene fatto per i genitori, anche adottivi. In questi casi, possono continuare ad assistere il figlio con handicap grave, ma - viene specificato - «solo in maniera alternata e non più contemporaneamente». In più: i genitori adottivi vedono riconosciuto espressamente il diritto all'assistenza al figlio maggiore di 3 anni, ma minorenne.
Attenzione: i nuovi requisiti sono obbligatori e, in caso di perdita, scatta la decadenza immediata dal diritto ai benefici, oltre all'eventuale azione disciplinare.

Il collegato Lavoro innova pure sul fronte trasferimenti del personale beneficiario della legge 104, prevedendo, in particolare, che il diritto alla precedenza nei trasferimenti avrà valore «solo se le sedi di preferenza saranno comprese tra quelle più vicine al domicilio dell'assistito» (e non più al proprio, come invece accadeva finora).

richiesta rinegoziazione accordi F.U.A. 2009

Al Ragioniere Generale dello Stato
Al Responsabile Relazioni Sindacali MEF
SEDE
Ai Sigg.ri Direttori degli Uffici Centrali di Bilancio
ROMA

Oggetto : richiesta rinegoziazione accordi F.U.A. 2009

La nostra O.S. rende noto di non essere disponibile alla rinegoziazione degli accordi F.U.A. per l’anno 2009 già sottoscritti, per i seguenti motivi:

• ad oggi non è pervenuto nessun rilievo formale. Pertanto, allo stato, è impossibile individuare con esattezza i lamentati profili di illegittimità che affliggerebbero tali accordi, sulla cui corrispondenza alla legge si sono già espressi i singoli Direttori –Datore di Lavoro- apponendovi la propria sottoscrizione;

• comunque, anche ove tali profili sussistessero, agli accordi medesimi, sotto la responsabilità dei singoli Direttori, si dovrà applicare il disposto dell’art.1419, secondo comma, del codice civile, espressamente richiamato dal vigente CCNL, in base al quale, le clausole riconosciute contra legem dovranno essere sostituite ope legis dalle norme imperative asseritamente violate.

Ciò premesso, si chiede all’Amministrazione in indirizzo di provvedere senza indugio e senza ulteriori intollerabili ritardi al pagamento delle somme dovute al Personale, riservandosi in difetto ogni opportuna azione nelle competenti sedi.
Si chiede infine voler rendere note le norme sopravvenute in base alle quali, per la prima volta quest’anno, gli accordi in parola sono stati sottoposti al controllo di legittimità dell’UCB MEF.

Per il Coordinamento Nazionale
Alfonso Galdi