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giovedì 7 giugno 2018

Una poltrona che vale un Tesoro

Articolo di Stefano Sansonetti pubblicato su La Notizia


Ormai è chiaro. Una delle partite di potere più delicate, in questo momento di nouvelle vague giallo-verde, riguarda la scelta del nuovo Direttore generale del tesoro. L’incarico è a dir poco strategico, visto che chi sarà chiamato a ricoprirlo dovrà accompagnare il ministro dell’economia a quasi tutti i principali appuntamenti internazionali. E qui sta un primo punto.

Il titolare di via XX Settembre, Giovanni Tria, non sembra essere un ministro “fortissimo”. Del resto il suo nome è uscito fuori all’esito di un faticoso compromesso, considerando che la prima scelta leghista, appoggiata dai pentastellati, sarebbe ricaduta su Paolo Savona, poi dirottato agli Affari europei.

Attenzione alta – Così si spiega perché in queste ore si sta mettendo a fuoco l’importanza della partita: con un ministro di compromesso, le leve di potere azionabili dal Direttore generale del tesoro possono essere molto incisive. La Notizia del 15 maggio scorso aveva già rivelato che i grillini vorrebbero spingere verso questa poltrona Antonio Guglielmi, banchiere “eretico” di Mediobanca, con alcune idee eurocritiche che piacciono anche ad economisti di area Lega come Claudio Borghi e Alberto Bagnai.
Ma il posto fa parecchia gola anche i cosiddetti “poteri forti”. Per questo, dopo che il nome di Guglielmi è entrato nel circuito mediatico, si va facendo largo una sorta di reazione.

A muoversi è il presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, rappresentante di quelle fondazioni che detengono anche il 16% della Cassa Depositi e Prestiti. Guzzetti, 83 anni, da oggi è a Parma per il suo ultimo congresso dell’associazione. L’anno prossimo lascerà, non senza aver fatto il tentativo di lasciare una situazione congeniale al suo mondo. In tal senso sembrerebbe voler spingere per la promozione alla Direzione generale del Tesoro di Alessandro Rivera, alto funzionario di via XX settembre che oggi guida la Direzione sistema bancario, proprio quella che tra l’altro vigila sul sistema delle Fondazioni. Intendiamoci, le medesime Fondazioni hanno il diritto di indicare il presidente della Cassa Depositi e Prestiti (anche in questo caso sin dal 5 aprile scorso La Notizia ha rivelato che le preferenze ricadono su Massimo Tononi, ex sottosegretario all’Economia con Prodi ed ex Goldman Sachs). Sulla carta altro non possono fare. Tanto meno possono mettere bocca sulla scelta dell’azionista Tesoro, il cui direttore generale però siede nel Cda della Cassa. Ecco spiegato il grande interesse di Guzzetti, e dei suoi due principali collaboratori, Matteo Melley (presidente della Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia) e Francesco Profumo (presidente della Compagnia Sanpaolo), per la scelta del Direttore generale del Tesoro.

Il contesto – è un segno dei vecchi poteri che non vogliono mollare, verosimilmente intimoriti dalla nuova era giallo-verde. Ma la poltrona in questione è monitorata con grande attenzione anche dal presidente della Bce, Mario Draghi. Il quale, non per niente, negli ultimi sei anni l’ha presidiata attraverso un suo fedelissimo, Vincenzo La Via. Insomma, nella scelta del nuovo Direttore generale di via XX Settembre i pentaleghisti dovranno vedersela con le istanze delle fondazioni e quelle provenienti da Francoforte. Quanto a Guzzetti, l’eredità che vorrebbe lasciare prevederebbe anche Dario Scannapieco (altro Draghi boy) come Ad della Cassa e Fabrizio Palermo come Direttore generale della medesima. Ma queste scelte spettano al Governo, ora non più così facilmente influenzabile.

venerdì 1 giugno 2018

Tria, Brunetta e Fortunato

Roberto Petrini e Giovanna Vitale per “la Repubblica” scrivono come Giovanni Tria sia un uomo prudente, politicamente centrista, è da tempo vicino Forza Italia, amico fraterno di Renato Brunetta.

Fu proprio il nuovo inquilino del Tesoro a sponsorizzare l'ingresso dell' ex ministro forzista a Tor Vergata, il quale nel 2010 lo ha poi nominato presidente alla Scuola dell'amministrazione, nonché suo consigliere al dicastero della Funzione pubblica.

I due giornalisti lanciano anche un'anticipazione sul grande ritorno a Capo di gabinetto del MEF: Vincenzo Fortunato, già potentissimo braccio destro di Giulio Tremonti in Via XX Settembre.


mercoledì 23 marzo 2011

Busta paga online

Oggi giorno di paga al ministero, ma grazie alla grande abilità del nostro servizio informatico, il cedolino unico online è diventato un calvario.
Prima alcuni dipendenti non visionavano la loro busta paga ma quella di qualche collega, poi ......il buio totale.

Bravi , proprio bravi!

mercoledì 22 luglio 2009

La gestione unificata

Sono appena tornato dalle mie ferie e mi trovo sul tavolo una bella patata bollente.
Il regolamento di riorganizzazione del nostro Ministero è stato da poco pubblicato e dal primo settembre prossimo diventerà operativo.
Ovviamente tutti pronti a questo evento visto che sono trascorsi un apio di anni da quando Padoa Schioppa ha deciso di sopprimere gli SDAG e trasferirne le competenze al IV dipartimento.
E invece no!
Si sta assistendo ad una lotta intestina tra i dipartimenti per mantenere le proprie competenze soppesando e valutando ogni singolo sostantivo o aggettivo del decreto.
MI è stato riportato questo dialogo tra un direttore e un impiegato.

D.Cosa vorrà dire gestione unificata?
I. Ma, dottore il decreto legislativo n.279 del 1997 è chiaro:
"I titolari dei centri di responsabilità amministrativa ai quali le spese comuni sono riferite
provvedono a quanto necessario affinché l'ufficio di gestione unificata, possa procedere, anche in
via continuativa, all'esecuzione delle spese e all'imputazione delle stesse all'unità previsionale di
rispettiva pertinenza";
D. (spazientito) Si, certo, ma dalla soppressione degli SDAG deriva che tutta la competenza passa al IV;
I. (dubbioso) Si, per quanto riguarda le competenze (procedura di affidamento, contratto, esecuzione e imputazione) ma la responsabilità rimane del Dipartimento (RGS/Tesoro), infatti il d.lgs. 165/2001, mi sembra di ricordare, prevede che il titolare del centro di responsabilità abbia competenza nella gestione delle risorse umane, strumentali e finanziarie ;
D. (irato) ma se non ci sono più gli SDAG!
I. si, si, è giusto ma la normativa è chiara, non possiamo aggirare il 165 così!
D. (rassegnato) vabbè, allora chi lo firma il provvedimento di richiesta al IV?
I. Beh, vediamo.....nella RGS....non so.....
D. lo vedi allora decide tutto il IV!
I. ma scusi dottore, ma non potevate deciderlo prima?

Incredibile! Ma vi assicuro che sia questa che le prossime settimane ci saranno numerose riunioni su questa materia. Ma siamo un paese civile?

venerdì 8 maggio 2009

La Cassa Depositi e il terremoto

Ritorniamo a parlare di lavoro.
Ieri sul sito online di Repubblica.it è stato pubblicato un interessante articolo a firma di Massimo Giannini "I trucchi del decreto abracadabra".
Nell'articolo il giornalista evidenziava come la maggior parte delle risorse stanziate dall'attuale governo siano "virtuali" e nell'elenco figurava il trasferimento agli enti locali dei mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti.
Infatti, il decreto legge n. 39 del 28 aprile 2009 stabilisce, tra l'altro, che i mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti entro il 31dicembre 2005 in base a leggi speciali che prevedono l'ammortamento a totale carico dello Stato e per i quali gli enti locali mutuatari non abbiano provveduto a richiedere il versamento neanche parziale sono revocati. Le relative risorse sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere destinate agli enti locali di cui all'articolo1 per il finanziamento di opere urgenti connesse alle attività di ricostruzione di cui al presente decreto.
Questo provvedimento è stato reso possibile grazie alla collaborazione dell'Ufficio centrale di Bilancio presso il MEF e un validissimo (strano, vero?) ispettore del S.I.Fi.P..
Infatti, l'ispettore avevamo riscontrato presso gli enti locali che a fronte di una concessione di mutuo per la costruzione di un infrastrutturail beneficiario iniziava a pagare le rate di ammortamento anche se il finanziamento non era stato incassato.
Per esempio se il Comune di Roma chiede un prestito per la costruzione della Metropolitana C nel 2009, inizia subito a pagare le rate (capitale ed interessi) per i prossimi 25 anni ma effettivamente i soldi l'incassa in base alla Situazione Avanzamento Lavori. In alcuni casi il lasso di tempo è minimo, in altri il debito viene interamente rimborsato con gli interessi senza mai aver incassato un Euro!
Impossibile? Assolutamente no.
Vittime consapevoli sono sia lo Stato che gli Enti Locali che finanziano in questo modo la Cassa Depositi e Prestiti. L'ammonatere dell' importo concesso e non erogato è alto anche se ancora non si hanno i dati ufficiali della Cassa.
Comunque le riunioni tra i dirigenti dell'UCB, l'ispettore e il dott. Mazzotta si sono susseguiti lentamente (non c'era la volontà di portare a termine un lavoro scomodo: leggi post del 17 aprile scorso) fino a quando il dramma del terremoto no ha impresso una spinta notevole all'iter e le alte sfere hanno deciso di riprendesi il minimo indispensabile!!
A questo punto non credo che le riunoni continueranno.

martedì 28 ottobre 2008

avvicendamento alla RGS


Nel post dove riportavo alcune "voci" sul possibile blocco del concorso per 40 posti da dirigente ho anche scritto della possibilità che ci sia un avvicendamento al vertice del dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato.
In merito ho letto, su alcuni forum, che le dimissioni del dott. Mario Canzio sono praticamente impossibili e, al fine di non essere equivocato, vorrei sottolineare (senza polemica ma per approfondire la questione) che il possibile abbandono del Ragioniere Generale non dipenderebbe dalle sue dimissioni ma dalla norma prevista dal comma 11 dell’art. 72 del decreto legge 112/2008.
Infatti, il legislatore ha previsto che: "Nel caso di compimento dell'anzianità massima contributiva di 40 anni del personale dipendente, le pubbliche amministrazioni di cui all' articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 possono risolvere, fermo restando quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di decorrenze dei trattamenti pensionistici, il rapporto di lavoro con un preavviso di sei mesi".

Pertanto, ai sensi della normativa richiamata, l’amministrazione ha la facoltà di risoluzione del contratto di lavoro, nel rispetto del termine di preavviso di 6 mesi, dopo che il dipendente ha raggiunto l’anzianità massima contributiva di 40 anni.
Ciò detto, due sono le variabili fondamentali che non conosco:

  • l'intenzioni dell'amministrazione;
  • l'anzianità contributiva del Ragioniere (dal curriculum sembrerebbero 40: 36 di servizio + riscatto laurea).

Con questo non voglio assolutamente né avvalorare né smentire la tesi del cambio di vertice ma vorrei dare solamente degli spunti per meglio approfondire alcune tematiche relative al Ministero dell'Economia.