mercoledì 15 novembre 2017

tavolo sulle performance

Ricevo da Uilpa e pubblico

Sono in corso di svolgimento una serie di tavoli tecnici, promossi dall’Amministrazione ai fini della predisposizione di un sistema di valutazione della performance per il personale del MEF, ai quali siamo stati invitati a partecipare insieme a tutte le altre OO.SS. maggiormente rappresentative.
La scorsa settimana si è svolto un primo incontro interlocutorio, durante il quale l’Amministrazione, dopo aver nuovamente illustrato i contenuti del documento di policy precedentemente trasmesso alle Organizzazioni Sindacali, ha ribadito, alla luce della necessità di dotarsi di un piano per la misurazione e valutazione della performance, scaturita da una sentenza del Consiglio di Stato del 2016, e tenendo conto delle modifiche al D. lgs. n. 150/2009 apportate dal D. lgs. n. 74/2017, la volontà di intraprendere un percorso comune con i rappresentanti dei lavoratori per definire la materia col massimo grado di condivisione possibile.

martedì 14 novembre 2017

Statali, "a rischio ferie per esami e terapie"

Mangiarsi le ferie per sottoporsi a esami diagnostici o fare terapie riabilitative.

E' quanto viene proposto agli statali che dovessero superare un tetto di 18 ore di permessi per tali esigenze, in pratica tre giorni. A segnalarlo è la Confederazione generale sindacale, facendo riferimento a una bozza consegnata ai sindacati nella trattativa in corso all'Aran sul rinnovo contrattuale del comparto delle Funzioni centrali. "Sono davvero poche 18 ore di permessi, perché superato il monte ore viene proposto di mangiarsi le ferie" spiega all'Adnkronos Rino Di Meglio, segretario della Confederazione generale sindacale-Cgs.

"Fino ad oggi gli impiegati pubblici, per tali esigenze, (che hanno a che fare con la salute), hanno potuto mettersi in malattia - prosegue - ma in particolare per gli insegnanti e più in generale per chi lavora nella scuola, ad esempio, l'opzione ferie non è praticabile perché le ferie sono legate a determinati periodi.

Al di là del merito, se un insegnante dovesse fare una terapia a ottobre come fa a mettersi in ferie?" afferma ancora Di Meglio che è anche coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti. "A fronte di questa proposta dovremo trovare una posizione comune in tutti i comparti perché è probabile - prosegue il sindacalista - è sempre avvenuto, che determinate norme, su permessi e assenze, dagli statali poi vengano estese anche agli altri dipendenti pubblici". Il capitolo permessi comunque è uno dei vari che scontenta Cgs.

Anche la parte economica, le risorse stanziate per i rinnovi, vengono ritenute insufficienti. Facendo i calcoli nel comparto Istruzione, infatti, al netto delle ritenute, l'aumento dovrebbe essere di circa 40 euro pro capite, che "appaiono del tutto insufficienti per un cambiamento significativo della situazione” conclude Di Meglio.

articolo pubblicato su adnkronos

mercoledì 8 novembre 2017

Vi spiego cosa succede davvero nella P.A.

Tra le cause principali della crisi italiana vi è certamente il progressivo decadimento dell’insieme degli apparati pubblici, che in diverse situazioni sono ormai prossimi al collasso. Nonostante l’onestà e l’impegno della grande maggioranza degli addetti, risultano assai diffuse inefficienza e corruzione, con una tendenza generale al peggioramento.

Basta vedere i titoli dei giornali: da Mafia Capitale alle Grandi Opere finite in tribunale, dalla mancata repressione dell’evasione fiscale all’aumentato carico di oneri burocratici per cittadini ed imprese, va registrato il fallimento dei tentativi di riforma pure tentati in questi ultimi anni: la legge anticorruzione, il codice degli appalti, le leggi di semplificazione.

Soprattutto, più in generale, è fallita l’ennesima riforma della Pubblica amministrazione tentata dal governo Renzi e dal ministro Marianna Madia, ovvero la legge delega 124 del 2015, in particolare sul punto del rapporto politica-amministrazione e degli incarichi dei dirigenti. Sta di fatto che questa è la sesta “ riforma“ della Pubblica amministrazione in venticinque anni. Definendole con i nomi dei proponenti, abbiamo avuto negli anni ’90 la Amato-Cassese e le due di Bassanini, dopo il 2000 la Frattini e la Brunetta, ed ora la Madia.

Col buon andamento dell’amministrazione che diventa un problema sempre più grande, mentre negli apparati pubblici si diffonde la sfiducia, fino al rigetto istintivo della stessa parola “riforma”. Sei riforme anche diverse, per l’ ampiezza, la profondità e la coerenza delle modifiche apportate, ma tutte in vario modo collocate sulla linea della privatizzazione. Al di là della stessa ideologia neoliberista s’è affermata, anche in Italia, la cultura del “meno Stato più mercato”, ovvero l’idea di fondo che il privato funziona comunque meglio del pubblico. Da questa cultura è nato un indirizzo generale che ha impattato sul sistema amministrativo per ragioni diverse, in modi diversi ed a più livelli.

Continua a leggere l'articolo completo di Nino Zucaro pubblicato su Formiche.net

martedì 7 novembre 2017

Doppi incarichi non autorizzati



Articolo di Guido Befani pubblicato su Il Sole 24 Ore


L'assenza di autorizzazione da parte della pubblica amministrazione di appartenenza determina, per il lavoratore che svolge doppi incarichi, l'obbligo di versamento di quanto percepito nel conto delle entrate del bilancio dell'amministrazione di appartenenza; l’omissione del versamento del compenso da parte del dipendente pubblico, indebito percettore, costituisce ipotesi di responsabilità erariale soggetta alla giurisdizione della Corte dei conti.
È quanto afferma la Corte dei Conti dell’Emilia Romagna, con la sentenza n. 189/2017.



martedì 31 ottobre 2017

Quando i dirigenti pubblici sono sotto assedio

Articolo di Sabino Cassese pubblicato il 30 ottobre 2017 su Il Corriere della Sera


«La Pubblica amministrazione è il vero problema italiano», ha detto Romano Prodi parlando a Milano il 26 ottobre scorso. Essa «ci sta isolando dal mondo — ha aggiunto — a causa dell'incapacità di prendere decisioni nei tempi dovuti».


Ma che cosa la rallenta o la paralizza?



La prima causa è esterna, e sta nella esondazione del Parlamento, che amministra per legge. Ho letto la proposta di legge del bilancio 2018: entra in dettagli tanto minuti da impedire ogni movimento all'amministrazione. E la sfiducia nell'amministrazione che suggerisce questa iperregolazione asfissiante. Ma quest'ultima finisce per bloccare l'amministrazione. Il rimedio è peggiore del male.

martedì 10 ottobre 2017

Decorrenza della prescrizione del diritto alla corresponsione degli arretrati stipendiali in caso di ritardo nell’emissione del provvedimento di ricostruzione di carriera.

E' stata pubblicata sul sito dalla Ragioneria Genarle dello Stato la circolare del 6 ottobre 2017, n. 27 in merito alla decorrenza della prescrizione del diritto alla corresponsione degli arretrati stipendiali in caso di ritardo nell’emissione del provvedimento di ricostruzione di carriera.
 
La circolare fornisce precisazioni in ordine alla decorrenza del termine di prescrizione del diritto alla corresponsione degli arretrati stipendiali al personale scolastico che ne abbia presentato apposita domanda, nel caso in cui il relativo provvedimento di ricostruzione di carriera venga emesso in ritardo da parte dell'amministrazione Miur e l'interessato non abbia prodotto alcun atto interruttivo del termine prescrizionale stesso, confermando l'orientamento sino ad ora adottato dagli Uffici di controllo che possano essere corrisposti i soli arretrati relativi al quinquennio antecedente l'emissione del decreto di ricostruzione di carriera.

lunedì 9 ottobre 2017

Un bug colpisce lo spesometro

Per ora, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan , firmando il Dpcm che proroga al 16 ottobre la scadenza per inviare le comunicazioni periodiche Iva e dei dati delle fatture e corrispettivi (meglio noto come spesometro), consentirà all’amministrazione finanziaria e, soprattutto al partner tecnologico Sogei, di gestire l’enorme flussi di dati.

Non è stato proprio un bel segnale l’ennesima proroga (ad oggi ci sono state quattro diverse date e tre proroghe) e non sarà facile archiviare velocemente questa brutta pagina del nuovo fisco digitale.
 
L’enorme bug, è bene ricordare,  ha reso accessibile indistintamente, a tutti i soggetti in possesso delle credenziali Entratel, dei dati del cosiddetto “spesometro” e delle liquidazioni Iva di qualsiasi contribuente.