martedì 22 maggio 2012

Legittimo tagliare la paga ai malati

La trattenuta sullo stipendio, quando ci si assenta per malattia, è costituzionalmente legittima. Ad affermarlo la Corte costituzionale, con una sentenza che ha dichiarato costituzionalmente infondata una questione di legittimità costituzionale, riguardante l'art. 71 del decreto legge 112/2008. Il caso era stato sollevato dal Tribunale di Livorno, che aveva posto in evidenza una serie di elementi, che inducevano a dubitare sulla compatibilità della trattenuta Brunetta con i principi della nostra Carta costituzionale. In particolare, il giudice rimettente aveva fatto presente che l'art. 71 sembrava risultare in contrasto con il principio di uguaglianza, perché la penalizzazione economica della decurtazione dell'accessorio è prevista solo per i dipendenti pubblici.In più sembrava violare anche il principio di retribuzione sufficiente, perché incide su retribuzioni già minime. E ancora, sembrava in contrasto con il diritto alla salute, perché costringe i lavoratori ad adempiere la prestazione anche se in stato di malattia, proprio in quanto mossi dalle necessità economiche. Infine, secondo il Tribunale di Livorno, l'art. 71 avrebbe violato anche l'art. 38 della Costituzione, privando il lavoratore ammalato, dunque temporaneamente inabile al lavoro, della tutela sussidiaria prevista per i lavoratori in questi casi. Il Giudice delle leggi, però, ha rigettato il ricorso ed ha smontato le tesi del Tribunale una per una.Sulla questione della violazione del principio di uguaglianza, la Consulta ha fatto presente che i lavoratori del settore privato non sono equiparabili ai dipendenti pubblici. Perché ogni qualifica e ogni settore, nel privato, vanta una disciplina diversa e specifica. E anche nel pubblico ci sono regimi diversi a seconda dei comparti e delle qualifiche.Per quanto riguarda, invece, la violazione del principio di adeguatezza e sufficienza della retribuzione, la Corte ha spiegato che tale principio risulta soddisfatto anche in presenza del mero trattamento fondamentale.Quanto alla violazione del diritto alla salute, il Giudice delle leggi, facendo leva sul fatto che la trattenuta è piuttosto modesta (circa 7 euro al giorno per i primi 10 giorni di assenza), ha ritenuto che la perdita economica non fosse abbastanza pesante da indurre il lavoratore ad andare a lavorare anche se malato.E inoltre, il supremo collegio ha spiegato che la trattenuta non incide nemmeno sul dovere di solidarietà che si deve nei confronti degli inabili al lavoro, proprio perché, comunque, la garanzia del trattamento fondamentale è già sufficiente. Infine, il Giudice delle leggi ha argomentato che la penalizzazione economica prevista dall'art. 71 si coniuga con il principio di buona amministrazione di cui all'art. 97 della Costituzione, perché serve a scoraggiare l'assenteismo. Articolo di Antimo Di Geronimo pubblicato su www.Italiaoggi.it

lunedì 21 maggio 2012

Prezzi Consip da non superare

Le Pa devono sviluppare le procedure per l'acquisto di beni e servizi applicando parametri qualità-prezzo migliorativi di quelli individuati in modo specifico nelle gare per convenzioni centralizzate, effettuate da Consip. Le norme per la razionalizzazione di alcune fasi degli appalti, contenute nel Dl 52/2012 sulla spending review, rafforzano l'obbligo già previsto per tutte le stazioni appaltanti pubbliche................................

Al.Ba. - Il Sole 24 Ore - leggi su Sole 24Ore

venerdì 18 maggio 2012

E poi il Fisco ci chiede i soldi!

Ricevo e pubblico una lettera da parte di un dipendente del Dipartimento delle Finanze, che ovviamente ringrazio:

Mentre in Italia, ogni giorno, la lista dei “morti di crisi” aumenta sempre di più al Dipartimento delle Finanze si continua l’immane sperpero dei soldi pubblici. 
 Dopo aver lasciato le torri di viale Europa, il Dipartimento si appresta ad un nuovo trasloco. Solo sei anni in via Pastrengo 22 , affitto di 454.874,00 euro al mese, ed ecco che a luglio prossimo si aprono le porte della sede di via dei Normanni. 
 La cosa che più fa arrabbiare è che per il trasferimento tutti i vecchi mobili saranno buttati e comprati di nuovi. Stesso discorso per i computers. Oltre al pc i dirigenti vedranno anche affidarsi dei portatili. In più uno dei direttori centrali nn ha intenzione di muoversi se non ha una bella doccia dove ritemprarsi dalle fatiche quotidiane. 
 Altra vergogna del Dipartimento è tenere in servizio a titolo gratuito un dirigente con l’evidente promessa di una consulenza di decine di migliaia di euro quando tutti sanno che lo stesso non ha mai fatto nulla dal suo inserimento nell’organico del dipartimento. A parte fare il servo del direttore generale. 
Troppo si potrebbe dire sulla gestione del dipartimento … ma non ho abbastanza carta. 

Lettera firmata

PS: Il primo errore, fatale, del governo Monti è stato quello di non rinnovare la classe dirigente di vertice dei Ministeri. 

mercoledì 16 maggio 2012

La direttiva sulla spending review

Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri sulla Spending Review

Nell'attuale situazione economica il Governo ritiene necessario un intervento volto alla riduzione della spesa pubblica per un importo complessivo di 4,2 miliardi per l’anno 2012, al quale tutte le amministrazioni pubbliche devono concorrere. Allo scopo si rende necessaria un’incisiva azione tesa alla riduzione dei flussi di spesa pubblica e alla riorganizzazione delle attività e che miri ai seguenti obiettivi: 
 una più efficiente erogazione dei servizi; 
 l’eliminazione degli sprechi; 
 la definizione delle linee di attività ritenute prioritarie nell’attuale congiuntura e la conseguente eliminazione delle altre; 
 la realizzazione di economie di bilancio. 

La presente direttiva disciplina il contributo che le amministrazioni centrali sono tenute a prestare per il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione sopra indicato. In tale contesto ciascun Ministro riconosce l’attività di revisione della spesa (spending review) come prioritaria dell’azione di Governo. 

lunedì 14 maggio 2012

Il VOIP al dipartimento delle Finanze

Ricevo e pubblico

Mentre il governo Monti chiede e pretende dai cittadini italiani sacrifici e aiuto , denunciando gli sprechi i ministeri continuano a viaggiare per conto proprio, come nulla fosse successo. 
Il dipartimento delle Finanza , in questi giorni, spende chissà quanti soldi per l'acquisto di nuovi telefoni,o meglio di terminali di comunicazione IP NETfon. 
Motivo? UN RISPARMIO FUTURO. 
Certamente il VoIP, tecnologia che rende possibile effettuare una conversazione telefonica sfruttando una connessione internet, farà sì che telefonare sarà quasi gratuito, peccato però che il personale, a cui ieri è stato assegnato il terminale "spaziale", possa usarlo solo come telefono normale.
Inoltre, considerato che la nuova numerazione, diversa da quella "ufficiale", è sconosciuta è stato necessario mantenere anche il vecchio telefono. 
In più nessun contratto VOIP è stato firmato... quindi anche se la numerazione fosse conosciuta il terminale non si potrebbe usare con la scusa del risparmio per cui sono stati comprati. 

Oggi il personale del Dipartimento delle Finanze ha due telefoni sulla scrivania. Di cui uno pagato chissà quanto e inutilizzato.

Lettera firmata

giovedì 10 maggio 2012

Una controriforma per il pubblico impiego

È una vera e propria controriforma del lavoro pubblico l'intesa tra ministero della Funzione pubblica e organizzazioni sindacali. Il nuovo accordo da una parte mira a cancellare definitivamente il sistema di valutazione per fasce. Dall'altra, vuole introdurre deroghe per evitare che si applichino anche ai lavoratori pubblici le modifiche all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori previste dalla riforma Fornero. Si rischia così di creare un dualismo insanabile tra lavoro pubblico e privato, rafforzando le tutele del primo, mentre si cerca di flessibilizzare il secondo.

Leggi l'articolo completo di Luigi Oliveri su lavoce.info

martedì 8 maggio 2012

Registro revisori: si mobilitano i commercialisti

«Valuteremo le richieste che ci verranno dal ministero dell'Economia e accetteremo solo quelle legittime». È incredulo Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili; e soprattutto stupito dall'annuncio di un provvedimento che ancora non è stato ufficialmente reso noto e che solo il presidente dell'associazione sindacale dei revisori, Virgilio Baresi, dice di avere sottomano, dopo aver da anni richiesto un organismo super partes.
Di ufficiale, a oggi, c'è solo la lettera inviata al Consiglio nazionale dal Ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, che chiede un incontro con i professionisti per gestire la «presa in carico» del registro revisori, mentre già sarebbe stato registrato dalla Corte dei conti il decreto che affida la gestione del registro stesso alla Consip ................

 Giorgio Costa - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/4C4Mq